il Faenza calcio ricorda Ivano Gavella a 25 anni dalla sua scomparsa
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22/06/2026
Il 22 giugno 2001 si spense a 47 anni l’allenatore che ha lasciato un ricordo indelebile
Il ricordo di Ivano Gavella, allenatore conosciutissimo nel mondo del calcio romagnolo, è ancora vivo nel cuore di tutti coloro che lo hanno incontrato apprezzandone le straordinarie doti di umanità che univa a indubbie qualità tecniche.
Il 22 giugno è il venticinquesimo anniversario dalla sua prematura scomparsa, quando a soli 47 anni, un male incurabile, tanto veloce quanto spietato nel suo sviluppo, lo portò via.
In questa occasione, il Faenza Calcio si stringe in un abbraccio a familiari e amici, ricordando una persona straordinaria, che occupa per sempre un posto nella storia della società.
Nello sport, Gavella ha rappresentato una eccezione, cercando sempre prima l’uomo del calciatore e riuscendo da chiunque lo ha avuto come tecnico ad avere il meglio sul campo e nella vita.
Dello sport e della vita, Ivano Gavella è stato un grande appassionato. Il poeta, il romantico del pallone, era un ottimo allenatore, ma soprattutto una persona eccezionale.
Dopo un passato di buon livello come calciatore dilettante nel ruolo di portiere, le tappe della sua carriera di tecnico furono Martorano, Piangipane e Forlimpopoli e Massa Lombarda prima dell’avventura con il Faenza. Furono sette anni intensi e ricchi di soddisfazioni con traguardi sportivi eccezionali in 219 partite: un terzo e un quarto posto in Cnd con gioco spettacolare. Poi, dopo un anno alla guida del Rimini in C2, ancora a Faenza per una salvezza miracolosa con la squadra più giovane del campionato. Risultato che fu il preludio alla sua impresa più bella, la promozione in C2, un traguardo storico che il tecnico seppe mantenere l’anno successivo. Fu il suggello di un ciclo irripetibile, ma Gavella rimase biancazzurro nel suo cuore anche a Riccione, dove fallì per un soffio la permanenza in CNDe poi a Forlì, dove si dimise per motivi di salute.
Chi lo ha avuto vicino, come allenatore, come amico, come consigliere, ha creato un gruppo la “Gavella’s band” coordinata da Valeriano Montuschi, che riprende il nome con cui venivano chiamate le sue squadre e tiene vivo il suo ricordo quasi quotidianamente.
“Sono 25 anni che mio babbo vive nel nostro cuore. -dicono il figlio Andrea, la figlia Bea con mamma Meris rivolgendosi al gruppo - Vorrei ringraziarvi tutti. So che in ognuno di voi vive un pezzettino di lui. Degni ambasciatori dei suoi valori”.
Quella di Gavella è stata una vicenda umana e sportiva straordinaria che si può racchiudere nella frase: “E’ meglio dare che ricevere” che spesso pronunciava e ha messo in pratica per tutta la sua breve, ma intensa esistenza. Gavella è stato l’amico, il fratello maggiore e il padre per tante persone a cui ha lasciato un patrimonio di umanità. Sui campi di calcio e nella vita di tutti i giorni a Forlimpopoli, la città dove viveva e lavorava in Comune.
FAENZA Calcio – Ufficio stampa- Giuseppe Sangiorgi
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