Il figlio Matteo: “Fare giocare tanti ragazzi al Foscato è il modo migliore per ricordare mio padre”
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28/01/2026
L’Atletico Progetto Montagna vince la prima edizione del Memorial Franco Iori, il torneo di calcio giovanile dedicato allo storico dirigente fondatore del San Pellegrino, oggi Santos, che nel 1948 avviò l’attività sportiva. Nel girone Oro l’Atletico ha preceduto Reggio Calcio e Arcetana. Nel girone d’Argento successo della FalkGalileo su Virtus Correggio e Virtus Mandrio, mentre nel girone Bronzo ha trionfato il Santos 1948 davanti a Terre Matildiche e Boiardo Maer.
Il torneo si è disputato sul sintetico Rabotti, alla presenza della dirigenza del Santos, di Matteo Iori, figlio di Franco, dell’assessore allo Sport Stefania Bondavalli e di Valeria Prampolini, presidente della Fondazione per lo Sport. Assente per impegni istituzionali l’onorevole Graziano Delrio, che ha comunque voluto ricordare la figura di Iori attraverso le parole riportate dal presidente del Santos 1948, Tommaso Cagnolati.
«Ci siamo ritrovati per giocare a calcio e fare memoria di Franco Iori – ha spiegato Cagnolati – una figura fondamentale per la nostra storia. Ringrazio le società partecipanti e le istituzioni per aver condiviso questo momento».
«Il modo migliore di ricordare una persona di sport è giocare – ha aggiunto Bondavalli –. L’entusiasmo dei ragazzi dimostra quanto lo sport sia un valore per la comunità».
«Ricordare mio padre vedendo giocare i ragazzi nei luoghi che ha vissuto per anni è il modo migliore per farlo – ha concluso Matteo Iori – Il 1948 nel nome del Santos richiama l’anno in cui, da giovane, mio padre fondò la società con i suoi amici, trasmettendo valori che oggi continuano a vivere grazie al lavoro dei nuovi dirigenti e allenatori».
«Doveva essere con noi anche Graziano Delrio, ma impegni istituzionali glielo hanno impedito – chiosa Cagnolati – Lo stesso Delrio, al telefono, mi ha raccontato vari aneddoti di Franco, fra cui mi è rimasta impressa una frase: “Il talento può essere coltivato in una comunità, per cui chi ha talento non deve sentirsi estraneo, ma può mettere il suo talento al servizio della comunità , così come si fa nello sport. Ciò significa che non bisogna sentirsi esclusi in nessuna situazione, perché attraverso lo sport tutti possono fare parte di un progetto di comunità».
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