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Calcio

Con un nuovo vertice riparte il calcio nazionale

Giovanni Malago' eletto nuovo Presidente della FIGC. Il mondo dei dilettanti ha votato compatto il proprio Presidente, Giancarlo Abete, ma da oggi si mette come sempre a disposizione dell'intero movimento

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23/06/2026

Da oggi il calcio italiano tenta di ripartire - Alcune piccole riflessioni.
Il calcio italiano riparte il giorno dopo all'assemblea elettiva del Presidente, da oggi il Dr. Giovanni Malago'.
Se il risultato dell'elezione appariva scontato facendo la conta degli appoggi delle componenti federali, non e' stato invece affatto scontato, anzi, molto illuminante il percorso di questa giornata con le dinamiche sviluppatesi dagli interventi dei massimi esponenti delle stesse componenti. Difatti, se da una parte, la maggiore, la base, il nostro Presidente, Giancarlo Abete, sia nella serata precedente davanti a noi delegati di LND, che soprattutto in assemblea plenaria ha tenuto un discorso di grande spessore e di alto valore che rispecchia appieno la caratura dell'uomo, del dirigente sportivo e la vera missione di LND, abbiamo invece ascoltato interventi che ahime' testimoniano quanto siano lontani i mondi di un unico bene di tutti, il calcio italiano. Siamo molto distanti, e purtroppo disuniti. In antitesi ai principi che fanno del calcio un bene collettivo, un valore sociale che appartiene a tutti gli italiani , addetti e non ai lavori. Le componenti professionistiche hanno basato gli interventi sui fatturati di societa' di proprieta' ormai di multinazionali e sui denari televisivi. Le mancate presenze della Nazionale ai Mondiali sono solo la punta di un iceberg che parte dalla base, bistrattata e affondata da una riforma dello sport scritta da chi non conosce i meccanismi e la base, e del calcio non conosce dinamiche, criticita', problemi ed equilibri , incurante della carenza di impianti obsoleti, e di una necessaria ed indispensabile disciplina gestionale che sia al passo coi tempi e che parta dalla necessaria nuova ed omogenea riforma del rapporto tra enti locali proprietari degli impianti e societa' sportive.
L'abolizione del vincolo nei giovani calciatori , i nuovi rigorosi obblighi amministrativi e la mancanza di aiuti e sgravi economici alle societa' dilettantistiche, hanno affossato il volano di un motore non fatto da denari ma spesso di passione e di volontariato.
Se pensiamo che i problemi siano lo spartirsi di una torta fatta di introiti di diritti televisivi, di fatturati, di procuratori e di uso abuso di calciatori stranieri ,e' chiaro ed evidente che la disunione e le fratture saranno sempre piu'gravi ed ampie.
Fin quando non vi sara'una presa di coscienza da parte delle componenti sulla necessita' assoluta di ripartire assieme ,dalla base e con la base, dai buchi nella rete, difficilmente ne verremo fuori.
Ma i dilettanti sanno bene cosa sia fatica e sacrificio, sotto tutti gli aspetti, mossi dalla passione di sempre vestiranno la stessa maglietta e si metteranno a disposizione per salvare , far crescere e migliorare questo calcio che e ' pur sempre un bene di tutti, a patto che il vertice, e la politica ci ascoltino.
Ed e' su questo, principalmente, e sulle necessarie pari opportunita' delle componenti, che attendiamo alla prova il nuovo corso federale.
Dalla Nazionale alla terza categoria ,buon calcio a tutti.
 
Gianfilippo Rossi

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