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EA7 Emporio Armani Milano-Germani Brescia 93-68
03/06/2026
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L'Olimpia Milano torna al comando in gara-3: Brescia affonda 93-68, Shavon Shields guida con 20 punti
L'Olimpia riprende il controllo della serie delle semifinali regolando Brescia in gara-3 con un secondo tempo di altissima qualità difensiva: rotto l'equilibrio dell'intervallo lungo con un terzo periodo da 23-10, Milano continua a premere smantellando l'avversaria nel finale. Shavon Shields traccia la via con 20 punti da vero leader su entrambi i lati del campo.
Quando Milano tocca il +23 nel quarto periodo con una serie di schiacciate e appoggi volanti in contropiede, il parziale del secondo tempo recita 34-12 in poco più di 13 minuti. È il momento esatto in cui Brescia alza bandiera bianca, trafitta dalle folate di Leandro Bolmaro (14), stesa dai muscoli di Ousmane Diop (6+5 rimbalzi), dopo essere stata lavorata a lungo, ai fianchi, da uno Shavon Shields in formato regale.
Gara-3 è lontanissima da quanto visto domenica sera. Il metro cambia, concedendo fisicità e contatti. Milano può sguazzarci, serrando la tenaglia al rientro dagli spogliatoi. Parte dal lavoro sul pallone, con un pressing costante allungato su Nikola Ivanovic e Amedeo Della Valle. Prosegue in mezzo all'area, togliendo a Brescia ogni riferimento - anche il più piccolo centimetro quadrato di comfort zone. Allunga lentamente, vero, costruendo l'avvio del break con malizia in lunetta. Ma poi, quando ingrana le marce alte, togliendosi la pesantissima coperta di tensione che la frena per l'intero primo tempo, esonda incontenibile, come un fiume in piena.
L'MVP, come detto, finisce in tasca a Shavon Shields. Azzanna la partita, famelico, segnando 10 punti in una manciata di azioni e spendendosi, come un berserker vichingo, sulle piste di ADV. Il messaggio è chiaro: seguitemi, stasera ci penso io. Chiuderà raddoppiando il proprio fatturato, a quota 20 in soli 21 minuti, dominando, di pura forza fisica, la prima linea extra-small bresciana.
L'aiuto atteso tarda ad arrivare. Ci prova prima, in maniera estemporanea, Nico Mannion (10). Ma Della Valle (19), Jason Burnell (12) e Maurice Ndour (11) sono, a loro volta, martelli implacabili. L'Olimpia difende un risicato punto di margine con una tabellata fortuita di Josh Nebo sulla sirena del primo tempo, e sembra ancora ballare sull'orlo della crisi di nervi, come in gara-2. Ma l'approccio del terzo periodo è di quelli che lasciano il segno. Armoni Brooks (12) inizia a scaldarsi, anche in lunetta. Quinn Ellis ha lampi di vita. Zach LeDay trova qualcosa dal fondo della sua vecchia borsa dei trucchi. Fino a quando Ousmane Diop, monumentale nell'azzerare Miro Bilan (2 punti, 1/10 al tiro), e Leandro Bolmaro instradano la partita in maniera definitiva sul binario biancorosso. L'ex-Real mette in campo una dose astronomica di garra argentina. Rischia a tratti, tendendo a eccedere in animosità, ma resta, nel complesso, con la testa salda sulla partita.
Brescia, a sua volta, perde gran parte della sua leadership emotiva su una caviglia ballerina nel finale del primo tempo. Burnell gioca sul dolore, ma non è più lui. Ivanovic e Della Valle, spremuti sui 28 metri da una difesa che non concede un singolo millimetro, finiscono svuotati. Senza forze, fisiche e mentali, per reggere il colpo. ADV sporca le sue percentuali (4/13) dopo un primo tempo brillante. Ivanovic, attaccato a ripetizione da Shields, cade sulle ginocchia.
Venerdì sera si gioca il primo elimination-game della serie. Milano ci arriva bene, per non dire benissimo. In casa, sulla scia emotiva di una gara-3 dominata nei 20 minuti finali. Brescia ha 48 ore per resettare e provare a ripartire dopo aver incassato un colpo psicologico tremendo. Tosta, davvero tosta.
EA7 Emporio Armani Milano-Germani Brescia 93-68
Milano: LeDay 9, Ellis 3, Brooks 12, Shields 20, Nebo 8; Mannion 10, Tonut, Ricci 2, Flaccadori 8, Bolmaro 14, Guduric 1, Diop 6. All.: Poeta.
Brescia: Bilan 2, Della Valle 19, Ndour 11, Ivanovic 7, Rivers 2; Ferrero 2, Massinburg 8, Santinon, Burnell 12, Mobio 4, Cournooh 1. N.e.: Toure. All.: Cotelli.
Di Daniele Fantini