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Calcio

Riflettere prima di parlare. Anzi di emettere un DPCM...

19/10/2020


Riflettere prima di parlare. Anzi di emettere un DPCM...

 

 

L’inadeguatezza di chi ci governa è sotto gli occhi di tutti, compresi quelli che li sostengono ma che pudore o coerenza a prescindere non vogliono ammetterlo. Non ne faccio una questione politica perché il momento è grave, per tutti, mondo compreso e quindi fare i negazionisti, i contrari per indole serve a poco. Ma accorgersi degli errori prima di emettere sentenze, salvo poi doverle modificare? L’obbligo di chiusura dei locali senza menzionare il tempo di apertura è sotto gli occhi di tutti, ed il detto “fatta la legge, scoperto l’inganno” sta diventando lo sport più popolare. Con il massimo sofferto di chi ha perso qualche persona cara, di chi ha subito sulla propria pelle il Covid-19 (ho detto “19” perché da giugno vi erano già tracce…) o chi ci combatte dalla parte del paziente o dell’operatore sanitario, tutto ciò premesso ci sono errori madornali che neppure il più stolto degli stolti potrebbe elucubrare.

Innanzitutto il Calcio. Si quello sport che vive di vita propria, che non è fondamentale per la sussistenza governativa ma che eliminato mette in superficie problemi nazionali. Un bambino che gioca a calcio, su un campo d’erba o sintetico, all’aperto, non si ammala di Covid, perché il Covid si prende (se è vero…) in altri luoghi. Tipo la Scuola, gli autobus o la strada. Già i giovani rischiano la lobotomizzazione con giochi sempre meno virtuali, e vogliamo togliere loro l’attività fisica? E’ da pazzi. Così facendo avremo una trasformazione morfo-scheletrica estremamente passiva e pericolosa. Già gli abbiamo tolto i cortili, poi nel tempo l’ora di educazione fisica a scuola ed ora vogliamo che corrano dove? Con la fantasia? Dai non scherziamo. Senza considerare che la stessa esigenza ce l’ha un 25enne o un 35enne. Il Calcio dei Dilettanti e soprattutto quello Giovanile, non può fermarsi. Mai come in questo periodo Federazioni e Società si sono impegnate con regole, certificazioni, sanificazioni che hanno previsto investimenti importanti e fondamentali. Così si ammazza lo sport. Lo svago. La fantasia. La fisicità espressa da una corsa e tanto altro.

Come si può scelleratamente imporre l’inizio della Scuola alle ore 9:00? Ma davvero chi ci governa pensa che i genitori abbiano così tanto tempo libero, da districarsi da orari d’ingresso al lavoro? Bè continuando così i genitori potranno fare i genitori H24 magari rovistando dove non hanno mai rovistato.

Campi di calcio vuoti e palestre piene? Ma i numeri li sapete? I luoghi li conoscete? La palestra, luogo chiuso per antonomasia è più facile, non scontato, che sia un ricettacolo di microbi e potenziali virus. All’aria aperta con un autunno/inverno che avanza i rischi sono quasi azzerati.

Il problema è la prevenzione. Il Governo la faccia nei luoghi deputati e cioè ospedali, scuole, e poco altro.

Avete ammazzato il Cinema, i Teatri, gli Spettacoli in genere, le Fiere ora le Sagre e poi? Morire a 99 anni senza aver vissuto non fa per me. Pur con il massimo rispetto delle norme di prevenzione. Si alla mascherina e lavaggio seriale delle mani, ma con qualcuno che ne capisca davvero qualcosa. Non a raglio..

Propongo a tutte le Società di Calcio che conosco di inviare una email al mio indirizzo. Proverò a raccogliere una sorta di referendum “non ufficiale” da presentare, magari con la compiacenza del Crer, alla Regione Emilia Romagna e di conseguenza a chi governa per far si che il Popolo del Calcio, quello che conta, e non quello dei Professionisti (che guarda caso continua…) faccia intendere quel che c’è da intendere.

Se il pensiero sarà solo mio, pazienza. Me ne farò una ragione o forse una … Regione.

Stefano Zanerini 



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I commenti dei nostri lettori:



andrea: 19 ottobre 2020 alle 15:47

Concordo in pieno. Passi i primi mesi: eravamo impreparati dicevano quindi non c'erano alternative. Ora? siamo ancora impreparati? motivo? si sapeva da giugno che il contagio sarebbe ripreso alla riapertura delle scuole, non per le scuole in se ma per i mezzi di trasporto per cui non ci sono molte soluzioni, solo la riduzione della densità. Si sarebbero potute fare tante cose, didattca al 50 e 50, usare i bus turistici, non si è fatto nulla e ora vogliamo richiudere tutto massacrando quel poco che resta dell'economia e chiudendo anche cose che in fondo non è che creano tanto rischio come le attività sportive all'aperto ma non risolviamo l'assembramento sui bus, metrò, treni ecc.? Siamo ridicoli Per quel che mi riguarda preferisco vivere rischiando la malattia sapendo che comuncque il 95 % dei malati se la cava al massimo con un influenza (dati dell'ISS) che vivere agli arresti domiciliari. Rischiamo di far morire un intera generazione di ragazzi a causa di questo stato d'assedio perenne. Facciamo tutti ll possibile, mascherine, gel, e quant'altro ma lasciate vivere i ragazzi che saranno il futuro. Saluti Andrea Selva

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