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Progetto Aurora, la ripartenza

Baccarini: “Siamo davvero bravi nel gestire la prevenzione Covid”

17/09/2020

Progetto Aurora, la ripartenza

 

 

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Tante società di settore giovanile hanno ricominciato la loro attività, ma in molte sono alle prese con le nuove normative da seguire anche per gli allenamenti. Il Progetto Aurora ha già messo in campo i suoi 300 tesserati con un’organizzazione impeccabile 

Il direttore sportivo dei biancazzurri: “Abbiamo ricominciato con tutte le squadre, ma vorrei complimentarmi con miei dirigenti e allenatori per come stiamo gestendo l’applicazione delle normative anti contagio”

Il Progetto Aurora riparte e lo fa con tutte le squadre, ma nel pieno rispetto dei protocolli anti Covid. I numeri della società del presidente Gianni Salsi sono in crescita, tant’è che, malgrado la pandemia, la società dell’oratorio Don Giovanni Bosco di via Adua oggi vanta oltre 300 iscritti. Rinnovato anche il parco allenatori, con l’inserimento di alcuni tecnici con patentino allo scopo di offrire un servizio qualitativamente sempre superiore ai ragazzi dei quartieri di San Prospero Strinati, Santa Croce e Gavassa.

Nei giorni scorsi il direttore sportivo Alan Baccarini ha riunito a cena i suoi allenatori per iniziare a progettare concretamente questa stagione, mentre le squadre, con questa settimana, sono già scese tutte in campo per la preparazione precampionato. “Il Progetto Aurora vuole fare ciò che ha sempre fatto ossia una sana attività calcistica per i ragazzi dai 2015 ai 2004, ma anche proporre un servizio sociale per i giovani dei quartieri Santa Croce, San Prospero e Gavassa- spiega il direttore sportivo Alan Baccarini - Il Covid certamente sta creando problemi a tutte le società, ma io devo ammettere che siamo davvero bravi nel far rispettare le direttive anti contagio e per questo devo fare i complimenti e ringraziare tutti i dirigenti, i volontari e gli allenatori che si stanno comportando benissimo in questo senso e dei quali vado molto fiero. Ogni squadra ha infatti un Covid manager, ogni volta che la stessa si allena, che ottempera alle normative previste per ridurre al massimo il rischio di contagi: non si usano gli spogliatoi, si gira con la mascherina, che poi ci si toglie durante gli allenamenti, ci si prova la febbre all’ingresso, ci si disinfettano le mani, si tiene il registro presenze e via dicendo. Tra l’altro abbiamo migliorato anche migliorato il parco allenatori sotto l’aspetto qualitativo avendo inserito tecnici col patentino e nuovi collaboratori che ci permettono di ottimizzare l’organizzazione del nostro lavoro a favore dei tanti giovani e delle tante famiglie del quartiere che continuano a vedere nel Progetto Aurora un preciso punto di riferimento”.

 

Lorenzo Chierici

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