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La crisi delle vocazioni miete un altra vittima

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22/06/2022

La crisi delle vocazioni miete un altra vittima

Le società se ne lamentano da tempo, è sempre più difficile trovare dei giovani che abbiano voglia di impegnarsi nel calcio "non giocato". La passione che per anni i dirigenti delle società dilettantistiche hanno permesso di tirare avanti "sempre e comunque", rischia di finire con quella generazione, quella che ha vissuto il campo quando era di terra e non sintetico, che indossava divise di lana e non in misto poliestere traspirante. Quella generazione che ha vissuto il calcio giocato come sport vero e non come una semplice ricerca della squadra che offra il miglior compromesso sportivo/economico.

Oggi la figura del Dirigente è sempre meno appetibile, troppe responsabilità, complicazioni burocratiche, amministrative, sanitarie. Molto meglio fare il giocatore finchè il fisico regge, poi il campo magari si frequenta ancora ma per tifare, non di certo per complicarsi la vita con un ruolo da dirigente.

La situazione è questa, e all'orizzonte non si vedono spiragli di miglioramento.

Ed è in questo clima di continua incertezza che ci arriva l'ennesima brutta notizia.

"Buon pomeriggio, mi chiamo Luciano Rivalti, presidente della Società Darsena ASD di Ravenna. Desidero informarvi che causa mancanza di dirigenti è stato deciso di cessare l'attività e pertanto , dopo 28 anni (anno di fondazione 1994), la società non si iscriverà al prossimo campionato di 3 cat. Stagione 2022/23."

Purtroppo il Darsena non sarà l'ultima squadra a non riuscire ad iscriversi, così come altre società, per cercare di sopravvivere, tenteranno la carta della "fusione" per unire le forze e tirare avanti.

Resta il fatto che negli ultimi anni le squadre sono andate via via diminuendo, speriamo solo che questo trend possa cessare al più presto.

La redazione

Romagnasport

 

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