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Volley

Intervista a Daniele Alpi, preparatore atletico della Turk Hava Yollari Spor Kulubu (Turkish Arlines)

squadra di volley turca di Istanbul che milita nella massima divisione

23/03/2020


Intervista a Daniele Alpi, preparatore atletico della Turk Hava Yollari Spor Kulubu (Turkish Arlines)

Daniele Alpi


 

 

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Buongiorno Daniele. Innanzitutto congratulazioni per la tua nuova esperienza a Istanbul. Come è nato il tuo sodalizio con la squadra femminile del Turk Hava Yollari Spor Kulubu ( Turkish Arlines ) ?

Buongiorno Cristiano. Grazie mille. Dunque devo sicuramente ringraziare coach Abbondanza (Marcello) che arrivato nel club a stagione in corso mi ha chiamato chiedendomi la disponibilità a far parte del progetto. Ovviamente ero molto entusiasta dell’opportunità avendo già vissuto una bella esperienza con lui con la nazionale femminile canadese, quindi, come si dice in questi casi, non ho potuto rifiutare. Una volta arrivato qui per un primo “colloquio” con la società ho subito trovato un ambiente molto organizzato e motivato ed è quindi stato molto semplice e veloce trovare un accordo (cosa non sempre scontata) e per questo mi sento di ringraziare la dirigenza ed il Presidente Mr Ramazan Yildirim.

 

 

Parlaci un po’ di te e della tua crescita professionale. Date le numerose squadre che hai seguito in tanti paesi del globo, puoi tranquillamente affermare che sei un cittadino del mondo.

Sì negli ultimi 4-5 anni è vero sono stato parecchio “in giro”. La pallavolo è la mia passione fin dai tempi delle scuole medie (purtroppo non sono riuscito a diventare un giocatore professionista) e quindi è risultato abbastanza naturale farlo diventare anche un lavoro. Subito dopo la Laurea ho preferito seguire un’altra mia passione, che è quella per la riabilitazione (ortopedica, sportiva) non tralasciando la pallavolo ovviamente, quindi diciamo come “secondo lavoro” ho cominciato a seguire la preparazione atletica di varie squadre, dai settori giovanili, passando per categorie regionali, fino al campionato di serie B1 femminile (San Donà di Piave). Questo periodo mi ha permesso di fare molta esperienza e di conoscere diversi allenatori e colleghi, molti dei quali sono diventati amici e con i quali c’è sempre un proficuo scambio di consigli e pareri. Poi una breve parentesi in serie A2 maschile (Corigliano Calabro) fino ad arrivare all’estate 2016 quando ho avuto la possibilità di espatriare e di lavorare a Bucarest (CSM Bucuresti Volei) con un altro allenatore italiano Nicola Negro. Da lì in poi si può dire che ci ho preso gusto a lavorare all’estero.

 

 

Quale è stata l’esperienza più gratificante da quando sei preparatore atletico ? E quella che ti ha più deluso ? Delle realtà vissute in questi anni, hai mai riscontrato differenze organizzative, umane, nel modo di lavorare ?

Mi ritengo molto fortunato perché nella mia brevissima carriera posso dire di aver ottenuto degli ottimi risultati. Sicuramente aver vinto il campionato rumeno femminile e maschile in due anni consecutivi (2017-2018 CSM Bucuresti Volei e 2018-2019 CSM Arcada Galati) è stata una grande soddisfazione, se poi aggiungiamo che per entrambi i Club è stato il primo scudetto della loro storia, questo mi rende ancora più felice. Un’altra bella soddisfazione è stata vincere con la nazionale femminile canadese nell’estate 2017 il torneo di qualificazione ai Campionati Mondiali di Tokyo 2018.

Per quanto riguarda le delusioni, beh quelle fanno parte del pacchetto, ma pensandoci bene finora credo che siano stati soprattutto episodi riguardanti i rapporti interpersonali più che vere e proprie delusioni sportive. Forse la delusione sportiva più grande (se così la possiamo definire) la stiamo vivendo proprio in questi giorni non potendo finire il campionato e la coppa europea, ma cade in secondo piano considerando l’attuale situazione mondiale.

Ovviamente “paese che vai, usanze che trovi”. Le differenze sono prevalentemente a livello umano e culturale, poi ovviamente anche a livello organizzativo in base al livello del club in cui lavori. Diciamo comunque che il nostro è un lavoro multiculturale perché ti trovi a lavorare/vivere sempre con atleti/atlete , allenatori, staff di ogni parte del mondo e questo secondo me livella un pochino le varie differenze e soprattutto ti arricchisce enormemente.

 

 

Come è stata l’accoglienza al tuo arrivo a Istanbul ?

Ho sempre sentito parlare molto bene di questa città e devo dire a ragion veduta. Sto imparando a conoscerla un po’ alla volta ma per quel poco che ho potuto vedere posso dire che mi affascina parecchio, spero di avere molto tempo per poter imparare a conoscerla sempre meglio ;-)

L’accoglienza da parte del club è stata ottima, come ho detto prima ho visto una società preparata e molto motivata, con le idee chiare ed un progetto per il futuro. Il mio obiettivo è di poter contribuire al progetto.

Anche le atlete mi hanno accolto in maniera positiva, dopo un primo periodo di “studio” da parte loro, che è normale soprattutto quando arrivi a stagione in corsa, mi sono guadagnato la loro fiducia e si è subito instaurato un bel rapporto di collaborazione.

 

 

In quale categoria milita la tua squadra ? Attualmente come sta andando la stagione ? Quale posizione occupate attualmente in classifica ? Ambite a vincere altre competizioni oltre a quello nazionale ?

Partecipiamo alla Sultanlar League che è il massimo campionato di pallavolo femminile in Turchia. Al momento, alla fine della regular season occupiamo la sesta posizione in campionato che ci permette di partecipare alle coppe europee nella prossima stagione. Stiamo partecipando anche ad una coppa europea, la Challenge Cup e proprio in questi giorni avremmo dovuto giocare la semifinale contro una squadra tedesca ma ovviamente ora è tutto fermo.

 

 

Il mondo del calcio per l’emergenza Coronavirus si è fermato. Come si sta muovendo, alla luce di questa emergenza globale, quello della pallavolo ?

Si è fermato tutto anche qui, ma da paese a paese cambiano le decisioni prese, alcune federazioni (soprattutto dove la regular season è già finita) hanno deciso di porre fine al campionato senza giocare i playoff e senza assegnare il titolo di campione, altre lo hanno assegnato ed altre ancora stanno temporeggiando sperando di poter riprendere nel giro di qualche settimana. Ma comunque gli allenamenti sono sospesi fino a  nuove direttive.

 

 

In merito a questa gravissima situazione qual’è il tuo stato d’animo, della tua società e delle tue giocatrici ? 

Indubbiamente stiamo vivendo una situazione nuova e molto critica, personalmente la vivo con incertezza e preoccupazione soprattutto per i miei famigliari ed amici in Italia. Credo che questa sensazione di incertezza sia lo stato d’animo più comune, alcune atlete sono anche molto spaventate ma questo poi dipende da persona a persona. La società sta cercando di salvaguardare la salute di tutti i componenti della squadra annullando tutte le attività e, come ormai sta succedendo in quasi tutti i campionati, lasciando le atlete straniere libere di poter tornare a casa dai propri parenti per questo periodo, in attesa di nuove comunicazioni da parte della Federazione di pallavolo turca.

 

Com’è la situazione a Instanbul e in generale in Turchia ?

Per quello che posso vedere io la situazione non sembra ancora critica, sono già state prese molte misure di precauzione da parte del governo e molte persone sono già in auto-quarantena preventiva. Rimaniamo in attesa di capire come evolverà la situazione.

 

 

In questo momento particolare qui in Italia i tifosi non possono andare al campo sportivo per sostenere la propria squadra, le persone a cui regalare il massimo sostegno sono i medici, gli infermieri, i ricercatori, le forze dell’ordine che stanno lottando contro il Coronavirus per giungere ad una rapida soluzione. Vorrei sentire il tuo pensiero al riguardo.

Non voglio scendere nei dettagli di questa situazione perché non mi compete. Quello che posso dire è che credo che in una situazione difficile come questa bisogna rimanere positivi e soprattutto lucidi, cercare di capire e seguire le regole che ci vengono imposte per salvaguardare non solo i nostri famigliari o amici ma anche quelle persone che, come hai detto tu, sono in prima linea nella lotta contro questo virus, alle quali va tutto il nostro supporto ed affetto. Sono convinto che dopo ogni grande crisi ci sarà un momento di ripresa importante, quindi teniamo duro e con lucidità e positività ne verremo fuori bene sicuramente.

 

 

                                                                                                                             Cristiano Dellapasqua



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