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Calcio

Giocavo al Bologna, ora alleno i portieri a San Marino, Deno Bonopera si racconta

da Il Calcio Femminile

31/03/2020


Giocavo al Bologna, ora alleno i portieri a San Marino, Deno Bonopera si racconta

 

Nella storia di oggi, l’antagonista è un grave infortunio. Il protagonista, invece, si chiama Deno Bonopera ed è il preparatore di tutti i portieri della San Marino Academy Femminile, dalle Under8 alla prima squadra. Lo abbiamo intervistato qualche giorno fa, per farci raccontare la sua storia: dai tempi in cui sognava la Serie A da calciatore con il Bologna, ad oggi, che la A la sogna ancora, ma con le ragazze del San Marino. Abbiamo parlato di questo, ma non solo: ci ha spiegato il pensiero della Uefa in merito al calcio femminile e ha dato qualche consiglio ai portieri per allenarsi a casa in questi giorni difficili.

 

L’INTERVISTA

Per cominciare, potresti raccontarci la tua (sfortunata) carriera da calciatore?

 

Ho iniziato a giocare a Misano Adriatico; lì mi ha notato il Bologna e mi ha portato nel settore giovanile. A soli 18 anni ho esordito in Coppa Italia con la prima squadra: in panchina c’era Mazzone. Mi allenavo tutti i giorni con campioni del ruolo come Pagliuca e Manninger: una difficile concorrenza! Quella bellissima esperienza si è stroncata presto, sfortunatamente: mi sono rotto la spalla e tre costole in un incidente stradale a Modena. Quel grave infortunio mi avrebbe portato via un anno di carriera: a 18 anni, non avendo la testa che ho ora a 35, non ho accettato l’infortunio e ho smesso di giocare. Tifoso del Bologna da sempre, mi sembrava di essere caduto all’Inferno dopo aver toccato il Paradiso.

 

Fortunatamente, ho cominciato ad allenare subito, per rialzarmi. Dapprima con i piccoli del Bologna, poi in Serie D, in Lega Pro e sono arrivato a San Marino. All’inizio, qui, allenavo i ragazzi delle giovanili. Ora, invece, sono preparatore di tutti i portieri della sezione femminile: dall’Under8 alla prima squadra. E’ un gran bel lavoro!

 

Ci sono differenze nella preparazione dei portieri, tra maschile e femminile?

 

A livello fisico, ovviamente, c’è una differenza morfologica tra donne e uomini: peso, altezza, muscolatura… A livello tattico, invece, quello che ho capito in questi due anni nel femminile è che le ragazze hanno poca conoscenza: fino a qualche anno fa non venivano seguite da preparatori professionisti, perciò facevano quasi in autonomia. La cosa buona è che imparano subito. Per quanto riguarda l’allenamento, quello che faccio con gli uomini è uguale a quello che faccio con le donne: la tecnica di base di un portiere è la stessa, non si può snaturare. A livello mentale, invece, trovo che le donne siano più forti di noi uomini: hanno questo gap da colmare e per questo ci mettono più voglia e più impegno. Inoltre, a mio parere, sono più sensibili all’errore: gli uomini tendono a rimuovere lo sbaglio in fretta, loro meno.

 

Sull’ambiente San Marino e sul sogno Serie A?

 

Sono qui da sette anni e ho imparato che la San Marino Academy fa sempre le cose con professionalità. Quest’anno siamo partiti con l’obiettivo di salvarci, ma stiamo lottando per la Serie A. All’inizio non ce lo aspettavamo, ma ora non ti nego che ci crediamo. Secondo me tutto è dovuto alla società: un club così, nel femminile, può fare tanto e non ha niente da invidiare ad ambienti importanti come Sassuolo e Fiorentina, a livello di staff e strutture.

 

Hai partecipato ad un convegno UEFA a Madrid: quali sono state le tue emozioni? Di cosa si è parlato?

 

A Madrid sono stati quattro giorni davvero intensi. In qualità di delegazione di San Marino, ci siamo confrontati con preparatori dei portieri di altre importanti nazioni. Abbiamo condiviso le nostre esperienze dal maschile al femminile: a partire da un dibattito sulla figura del portiere, sino alle linee guida UEFA sul calcio femminile. Ci stanno puntando tantissimo perché raggiunga alti livelli sul piano mediatico e su quello professionale. In Italia siamo ancora un po’ indietro, ma con questi incentivi possiamo colmare il gap. La UEFA, inoltre, vuole rendere migliori gli staff con l’inserimento di professioniste donne.

 

Ti sentiresti di segnalarci qualche giovane promessa nel ruolo di portiere, nel calcio femminile italiano?

 

Probabilmente gioco in casa, ma ti dico Giulia Zaghini: la alleno qui a San Marino da qualche anno ed è veramente brava. E’ già in ottica-Juventus: l’hanno chiamata a fare un provino. E’ giovanissima: nata nel 2005, è già convocata in Nazionale U15. Ha tantissimo potenziale!

 

Quali sono i portieri italiani che ti piacciono di più?

 

Ovviamente cito quelle della Nazionale: Giuliani e Schroffenegger sono le migliori. Oltre, alle più famose mi piace molto Nicole Lauria, che fa il secondo portiere a Sassuolo: secondo me, in prospettiva, è tra le più forti.

 

Hai qualche consiglio da dare ai portieri per allenarsi durante questo periodo?

 

Consiglio di lavorare sulle prese, sulle uscite alte… Chi ha un giardino, ovviamente, sarà facilitato.Consiglio di usare palline da tennis, palloni di spugna, palloni da calcio: di ogni grandezza e consistenza, in modo da allenare la presa al meglio. Con un materassino – o il materasso del letto – ci si può allenare sui tuffi, altro elemento fondamentale per un portiere. A chi non ha un giardino raccomando di non rompere nulla, altrimenti dovranno sorbirsi la predica dei genitori (ride, ndr). Dico, infine, di studiare tanto: questo è il momento giusto per imparare dai propri errori, per guardare tanti video, tante partite. Sperando, ovviamente di rientrare il prima possibile.

 

di Luca Bendoni
founder IlCalcioFemminile



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