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Baseball

Federico Celli, la storica tripla corona raccontata dal protagonista

13/09/2020


Federico Celli, la storica tripla corona raccontata dal protagonista

 

 

473 di media battuta, 10 fuoricampo, 36 punti battuti a casa: è ufficialmente Tripla Corona. Federico, quali sono le tue prime sensazioni?

“Beh, negli ultimi tempi mi era stato detto spesso della possibilità di raggiungere questo obiettivo, ma cercavo di filtrare tutti i discorsi e concentrarmi sulle singole partite. Ora che è realtà sono molto contento, è il frutto di un’ottima stagione, un segno + che regala tanta soddisfazione. Essere nella stessa lista di giocatori come Gandini, Castelli, Bianchi e Duran per me è un onore”.

Quale è stata, tra le tre categorie, quella in cui temevi di non primeggiare?

“Forse la media battuta. Quando sono nati i primi discorsi di Tripla Corona, sono andato subito a vedere la situazione della media, che era molto combattuta: io, Caseres e Didder racchiusi in poco spazio. Alla fine, sono riuscito a star davanti”

Quale primato ti regala più soddisfazione?

“È chiaro che per un battitore di potenza la classifica dei fuoricampo è sempre importante, ma io direi che mi ha fatto molto piacere restare in alto nei punti battuti a casa. In fondo è una statistica che aiuta la squadra e questo è doppiamente importante”.

Hai qualche dedica per l’impresa?

“Più che dediche direi ringraziamenti. Innanzitutto, al nostro tecnico Mario Chiarini e a Beppe Carelli, col quale mi sono confrontato spesso. Poi naturalmente tutti quelli che hanno reso possibile la cosa, cioè i miei compagni di squadra. Infine, la mia famiglia e la mia ragazza”

Tra pochissimo parte la fase più calda della stagione, giovedì scatta la Finale Scudetto…

“Dobbiamo continuare a giocare con la stessa concentrazione che abbiamo dimostrato di poter avere in campionato. Bologna è un avversario tosto e per vincere dovremo far bene le piccole cose. Siamo vicini come attacco e monte di lancio, secondo me la differenza sarà fatta da chi riuscirà a commettere meno errori. Siamo carichi, non vediamo l’ora di cominciare”

 



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