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Anna Paparella: "lo yoga come occasione per creare uno spazio dentro di noi".

27/04/2019


Anna Paparella: "lo yoga come occasione per creare uno spazio dentro di noi".

 "Lavorare con le persone a 360° rappresenta un mix tra arte, psicologia ed attività fisica trasmessa dai miei genitori fin da bambina. Ho la possibilità di esprimere creatività e apertura verso diverse visioni del mondo a partire da sè". È laureata in Scienze Motorie, Anna Paparella: "Mi occupo di rieducazione posturale, pilates, ma principalmente della pratica dello yoga a cui dedico la maggior parte di tempo ed energia", le sue parole. "Ho infatti scelto un nome rappresentativo ma anche giocoso - Yoga Flakes - che richiama questo aspetto unito all'amore per la montagna". Entrando più nel dettaglio: "Svolgo lezioni collettive, con piacevoli condivisioni di crescita, e individuali lavorando su misura. Prima di inserire una nuova presenza all'interno di un gruppo, se posso, ricevo individualmente per un miglior inserimento. Collaboro volentieri con gruppi specifici, quali donne in gravidanza o genitori e figli, piuttosto che terza età. Per citare un esempio: un gruppo di donne che seguo riportanti sintomi di fibromialgia e che stanno traendo beneficio dal lavoro, certo non senza il loro impegno. Oppure la recente collaborazione con Andrea De Vivo (dirigente Uisp) che mi contattò per un progetto complementare al Running e con il quale abbiamo in cantiere altre attività". "Fin da bambina sono stata inserita nel contesto sportivo", prosegue Anna Paparella, " in particolar modo nelle arti marziali, successivamente ho scelto attività di montagna, da escursionismo ad alpinismo. Il mio punto di attenzione si è così spostato oltre il corpo decidendo allora di frequentare parte degli studi alla Facoltà di Psicologia di Padova e la seguente laurea in Scienze Motorie. Unitamente alla personale ricerca quotidiana ho conosciuto la pratica dello yoga e dello zen, grazie a cui ho potuto ascoltare il mondo interiore comprendendo meglio quello altrui. Ho, non senza timori, l’occasione di insegnare avendo modo di conoscere validi insegnanti grazie ai quali ho approfondito gli studi nell'ambito dello yoga e della vita. In particolare dal percorso insegnanti "Genitori e Figli incontrano lo Yoga" di Rita Valbonesi (formatrice FIF Ravenna), alla formazione yoga con diploma Yoga Alliance-RYT500 presso Yoga Planet di Bologna, yoga in gravidanza e un approfondimento della lingua sanscrita tutt’ora in corso". Ma quali i benefici nel fisico e perché praticare yoga e, più in generale, una corretta attività fisica? "È necessario fare una precisazione: non esiste reale distinzione tra corpo e mente. La famosa connessione mente-corpo che tanto si cerca non necessita di sforzo, è già presente, si tratta solo di portarvi l'attenzione. Detto questo, i benefici fisici che possiamo trovare dipendono da come viene utilizzata la pratica dello yoga, essendo essa uno strumento. Per elencarne alcuni: elasticità, resistenza ed equilibrio corporeo; miglior riciclo di ossigeno nei polmoni, cuore, cervello, quindi lucidità mentale. Aiuta il metabolismo a espellere tossine di farmaci, cibo, inquinamento ecc.; sistema nervoso più ricettivo; favorisce uno stato di rilassamento. Per quanto riguarda il perchè praticare, dipende da cosa si sta cercando, che si cerchi un punto di osservazione profondo, oppure ci si limiti al corpo, è importante chiarirsi la direzione e cercare lo stile di yoga e soprattutto dell’insegnante che sia in linea con questa. Il consiglio è di concedere l'occasione per capire cosa possano offrire: si potrebbe scoprire che quello che si cerca non è ciò che si credeva. Ad ogni modo, perchè praticare yoga nel suo aspetto corporeo o una corretta attività fisica, oltre ai benefici espressi precedentemente, semplicemente per il piacere di farlo, di fare qualcosa per sè trovando un amichevole rapporto con il corpo o, perchè no, renderlo pronto ad accogliere la tanto temuta vecchiaia". I progetti futuri per questa professionista profondamente innamorata della sua attività, sono ben chiari e significativi: "Portare il mio lavoro in senso globale nei diversi settori che vogliano collaborare, da sportivi a culturali (quali il canto). Oltre che ad ambiti più sensibili come le carceri, piuttosto che in reparti oncologici o di sostegno alle donne, o in altre situazioni quali difficoltà visive, uditive o motorie per coloro - ad esempio - che a seguito di incidenti o altro, è costretto alla carrozzina. Diciamo che al momento il mio progetto è continuare a fare ciò che faccio rimanendo in apertura di ciò che arriva ed osservare la direzione interna ed esterna". 


Enrico Ferranti. 



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