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Calcio

Alessio Sammartino, dal coma farmacologico al ritorno in campo

"Rinato a Ferragosto, ora sogno con il Savio"

07/10/2019


Alessio Sammartino, dal coma farmacologico al ritorno in campo

Alessio Sammartino (Savarna)


 Dall'inferno al paradiso passando per il purgatorio. Una storia che ha dell'incredibile, quella occorsa ad Alessio Sammartino, attaccante classe '92 tra i volti più noti del calcio dilettantistico emiliano-romagnolo. Una settimana in coma farmacologico poi una lenta e graduale ripresa fino al ritorno in campo, avvenuto ieri a 10' dalla fine del match tra Savio e A.Placci Bubano Mordano vinto 3-1 dai cervesi.

 

E' lo stesso atleta a ripercorrere ai nostri microfoni quanto accaduto la scorsa estate, mandando in tilt i social per i numerosi messaggi di sostegno: "Domenica ho provato un'emozione indescrivibile, visto che pochi mesi fa c'era il rischio che non avrei potuto più mettere piede in campo. E' stata un'estate travagliata: sono entrato in ospedale per asportare la milza e credevo di uscirne dopo un paio di giorni - racconta - Ma qualcosa purtroppo è andata storta procurando una pancreatite acuta: sono stato in coma farmacologico per 6 giorni e mi sono risvegliato in terapia. E' stata molto dura la ripresa ma grazie a tutte le persone che mi sono state vicino sono riuscito a superare questo momento, questo ostacolo". La vera e propria rinascita ha inizio il giorno prima di Ferragosto: "Sono uscito dall'ospedale il 14, ricevendo tante chiamate anche da persone che conoscevo solo come "avversari" e di questo ne vado fiero, mi ha riempito di gioia. Dopo un mese di riposo ho sostenuto prima una visita specialistica non agonistica poi finalmente quella agonistica per ottenere il via libera e da quel momento la mia testa era proiettata solo al rettangolo verde. Il passaggio successivo non poteva che essere fare la borsa e presentarsi al campo".

 

La nuova avventura si chiama Savio: "Già in passato c'erano stati degli abboccamenti mai concretizzati. Il mister Biondini mi ha persuaso e dopo aver trovato l'accordo con il ds Linari è stato facile scegliere. Sono stato convinto dal progetto e dalla bontà della squadra che era stata già allestita (vedi Fabbri, Placenti, Noschese e così via) - ha proseguito Sammartino - La cosa che più tengo ad evidenziare sono, però, i ringraziamenti alla famiglia Ramilli, all'intera compagine societaria del Savio per come mi ha accolto, per come mi ha aspettato, per come mi ha supportato e teso le braccia aperte per entrare subito in questa grande famiglia". 

 

L'attenzione poi si sposta all'aspetto prettamente tecnico: "L'anno scorso al Reda i punti di penalizzazione hanno costituito un fardello troppo pesante e partendo con questo handicap ed alcuni risultati negativi non siamo più riusciti a recuperare - analizza - Quando un'annata nasce storta, purtroppo finisce storta: tanti infortuni, episodi negativi e quant'altro ma il calcio è questo". Il futuro, come detto, si chiama Savio: "Per scaramanzia non mi sbilancio sugli obiettivi ma la squadra è costruita per far bene, con la giusta dose di esperienza fondamentale in queste categorie. Già mercoledì abbiamo uno scoglio importante come la gara di Coppa: è una competizione a cui teniamo e vogliamo approdare ai Quarti. Spero di poter incamerare altri minuti per riappropriarmi della condizione ideale, magari più dei 10 già disputati. Dal mio canto mi auguro di aiutare la squadra domenica dopo domenica, segnando o facendo assist che forse è la cosa che mi riesce meglio". Intanto, bentornato Alessio!

 

Davide Maddaluno



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