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Basket Under 13 . I requisiti del gioco .

Di Ettore Zuccheri 16/04/2021

Basket Under 13 . I requisiti del gioco .

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Basket Under 13 . I requisiti del gioco . 

 

Dopo aver parlato continuamente dell’importanza di partire con l’attività facendo subito giocare 5c5 usando il metodo globale, sottolineiamo quali sono le caratteristiche necessarie del gioco.

Il primo requisito da ricercare è sicuramente la “Prontezza” dove s’intende la postura, la posizione, lo sguardo, la visione periferica e tutte le doti senza le quali non si può giocare, ma solo eseguire.

Va da sé che, per essere pronti a giocare occorre desiderarlo ed essere motivati per avere le gambe piegate (postura) e cercare di raggiungere lo scopo che deve essere ben chiaro, per l’attacco. Battere la difesa con la palla, senza la stessa e a rimbalzo, ma seguendo un’idea leader che faccia raggiungere la meta, con l’aiuto di tutta la squadra.

La “Prontezza” nel gioco induce a fare delle scelte con lo spirito che anima la conoscenza del gioco stesso, ovvero come, quando e perché farle.

Va da sé che la “Prontezza” è legata alla conoscenza del gioco che deve essere estesa a tutti i componenti della squadra, facendo pensare ad un apprendimento autonomo, leggendo la difesa, ovvero il suo principio più importante. Prontezza, principi, autonomia.

Secondariamente si deve giocare con la “Immediatezza” che è una questione di mentalità. Non si può pensare, perché è "lento", l’istintività fa invece “ballare col rock”. L’uomo non nasce con gli istinti che vanno appresi e la loro velocità di reazione dipende dal lavoro precedente.

La capacità di concentrazione è la base per potere eseguire qualsiasi movimento in modo “immediato” come reazione alla difesa, perché il basket è uno sport di reazione.

Il terzo fondamentale da trasmettere è la capacità di “Spaziare” cioè essere pronti a dividere lo spazio a disposizione, sfruttando il proprio, senza disturbare quello dei compagni.

Non si tratta di un “concetto” astratto ma è una vera concretezza, perché è inerente ad una logica pratica. Ad esempio, l’efficacia di un movimento è data soprattutto dal rispetto delle distanze tra i vari spazi a disposizione.

Anche quando si gioca con “L’ammasso”, lo spazio reciproco è rispettato così come la sequenza e l’ordine di movimenti per andare ad occupare gli spazi larghi. Non ci sono specializzazioni, per cui tutti occupano gli spazi prestabiliti.

Il quarto fondamentale riguarda il “Tempo” che è legato a “quando”. Un esempio? Semplice. Come prendere un’iniziativa, quando fare la scelta e a quale velocità.

Va da sé che questi quattro “principi” servono per giocare. In ultima analisi “giocare” significa sincronizzare l’1c1 con la palla, senza la palla e a rimbalzo come realizzazione del gioco di squadra. Ovvero, bisogna rispondere praticamente alla domanda:

Cosa faccio, quando….

• Quando il mio compagno gioca 1c1…

• Quando il mio compagno si sposta in palleggio…

• Quando il mio difensore mi anticipa…

• Quando la palla è per aria…ecct

…per lo sviluppo dei “bisogni” tecnici.

Nascono così i “principi di gioco” che permettono una interpretazione personale con la possibilità di fare molti errori, da correggere pian piano in modo autonomo. La volontà di farlo deriva dall’importanza che “sentono” nel giocare tutti playmaker.

Visto che il nostro traguardo, in questo campo, rimane la crescita dei ragazzi che affidano spesso a noi, insieme alla realizzazione dei loro sogni e la soddisfazione dei loro bisogni, non possiamo fare a meno di fare una riflessione che contempli il loro mondo che in fondo è anche nostro, spesso determinato dalle scelte delle nostre generazioni precedenti. Se le valutiamo sbagliate dobbiamo fare di tutto per cambiarle.

 

Ettore Zuccheri

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