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Calcio | Dilettanti

Il punto del D...irettore

Di Mirco Mariotti 09/11/2020


Il punto del D...irettore

Fonte www.acvirtusbolzano.com


 

Alla fine si è deciso per giocare da subito i recuperi. Scelta corretta per carità, ma discutibile nei tempi. Una Serie D dissestata a livello di calendario aveva bisogno di una piccola pausa, magari di due settimane, per attendere l'uscita di un nuovo protocollo che possa permettere di rinviare meno partite possibili.
Invece si è scelto di giocare immediatamente, con le "vecchie regole" e con gli stessi rischi di prima. Sei partite programmate per ieri, di cui quattro, tra le quali Prato-Ghivizzano, sono state rinviate praticamente da subito, visto che alcuni team squadra si trovavano in isolamento fiduciario, o comunque bloccate dall'ASL territoriale. Informazioni che, per mio modesto parere, bisognava appurare prima di stilare un programma definito dei recuperi.
In tempi non sospetti, mi sono sempre auspicato pubblicamente, anche tramite i social, che era necessario stabilire anche un limite minimo di casi Covid-19 certificati. Mi fa piacere che, negli ultimi tempi, oltre alla Lega Nazionale Dilettanti, anche le stesse società si stanno rendendo conto che non è più possibile rinviare una partita per un sola presunzione di positività, anche se il protocollo lo prevede.
L'importante, per tutti, è che si torni in campo appena possibile. Ricordiamoci che una buona fetta dei calciatori militanti nella Quarta Serie vivono grazie ai calci che danno al pallone ed hanno necessità di pagare mutui, bollette e quant'altro. Stesso discorso vale per le società, che, soprattutto in questa stagione, hanno investito tanto per rispettare il protocollo sanitario e che, nonostante tutto, hanno scarsi ricavi economici, visto che gli sponsor, con ovvie ragioni, hanno la priorità di tutelare principalmente le proprie attività.
Ma anche noi, scribacchini del calcio dilettanti, abbiamo bisogno di fare il nostro lavoro. Per cui, anche in questo periodo in cui principalmente l'argomento è un altro, cercheremo di tenervi informati su quello che accade. Abbiamo il diritto ed il doverle di farlo, per rispetto dei lettori, degli addetti ai lavori e per chi ha la bontà di non leggere le solite brutte notizie. Siamo sottostimati, ma orgogliosi di raccontare un mondo che ci appartiene. Ma lo vogliamo fare con garanzie reali e serenità.
Per cui mi auguro, già da domenica prossima, di raccontarvi di calcio giocato come ho sempre fatto. Perchè questo "lockdown" calcistico, anche se inevitabile, non è positivo. E non c'è bisogno di fare un tampone per capirlo.



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