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Calcio | Dilettanti

Braiati: «Sibilia sono due anni che insiste con la riforma, e sono convinto che stavolta si farà»

Di Mirco Mariotti 26/05/2020


Braiati: «Sibilia sono due anni che insiste con la riforma, e sono convinto che stavolta si farà»

Paolo Braiati


 

Paolo Braiati, presidente della LND Emilia Romagna, lunedì sera ha presenziato alla trasmissione "Zona D" condotta da Beppe Indelicato, coadiuvato da Guido Sani e Mirco Mariotti e, rispondendo alle domande degli opinionisti e dei telespettatori, ha fatto qualche precisazione legata alle vicissitudini del Consiglio Direttivo della LND in programma venerdì scorso.

"Voglio fare un chiarimento. Secondo me, negli ultimi giorni, sono state date delle interpretazioni un pochino affrettate, e cerco di spiegare come deve essere l'iter, con una premessa: siamo in una situazione particolare e complicata. Qui abbiamo interrotto un campionato, una cosa mai vista, forse nell'ultima guerra mondiale era capitata una simile circostanza (anche nella Prima, nda), non esistono regole nelle Carte Federali, salvo delle interpretazioni su norme già esistenti. Io cerco sempre di essere più realista del re, perchè non mi piace fare delle dichiarazioni che poi alla fine vengono sconfessate. Guardate solo quello che è capitato con la Serie C, che è ancora lì che si lecca le ferite, ammesso e non concesso che riesca a leccarsele tutte.
Un passaggio giusto è stato quello di non dichiarare la chiusura dei campionati, aspettavamo un segnale ed è arrivato dal governo e ne parleremo, visto che è stato molto utile in questa fase, visto che è stato preso atto della situazione che c'era. Un altro passaggio è quello dei verdetti. Io ho espresso la mia opinione (promozione per la prima classificata e blocco delle retrocessioni, nda), che rimane la mia anche se, vi confesso, è condivisa da tutta l'Area Centro ed anche dall'Area Nord. Ci sono delle discussioni aperte in qualche comitato dell'Area Sud. L'altro giorno in Consiglio ognuno ha espresso la propria opinione, abbiamo fatto una lunga chiacchierata sulla Serie D, ma questa categoria deve seguire un destino diverso perchè, a differenza di noi, deve collegarsi ai professionisti e sono molto dispiaciuto di quello che abbiamo deliberato (riferimento alle quattro eventuali retrocessioni per girone, nda). Poi Sibilia chiederà al Consiglio Federale, che si dovrebbe svolgere il 3 giugno, di avere la delega per le scelte che dovremo fare. Poi, due giorni dopo (il 5 giugno, nda), ci riuniremo per concludere questa stagione con dei verdetti, che potranno essere discutibili. 
Fino ad ora la mia proposta è stata condivisa da almeno 12 comitati regionali, però bisogna aspettare il Consiglio Federale, è quello che potrà rendere ufficiale questo, ma che potrà anche sovvertirli completamente".

"In Serie D non possiamo fare gironi da 25-26 squadre, ma il motivo principale per cui sono state proposte le quattro retrocessioni e l'impossbilità di poter fare il blocco. Essendo un campionato nazionale, rischiava di bloccare tutto il sistema".

"Siamo stati accusati di essere poco reattivi, ma esserlo e poi trovarsi nella situazione della Serie C, con le società che non sanno da che parte prendere, non avrebbe portato al risultato in essere. Ne è valsa sicuramente la pena. Il governo ha deliberato, tramite l'ultimo DPCM, con l'articolo 218, di permettere alla Giustizia Sportiva di esprimersi in soli 40 giorni, invece dei soliti quattro mesi. Una grossa conquista. Avete visto che le 36 potenziali retrocesse dalla Serie D si sono coalizzate in un comitato per fare, tutti assieme, un'eventuale ricorso, che è di loro diritto. Ma avranno risposta entro 40 giorni".

"Sono convinto che sarà l'occasione per fare la famosa riforma di cui si parla da anni, sarà fatta magari quest'anno per poter andare in vigore non nella prossima stagione ma in quella successiva, seguendo le Carte Federali. E' una riforma che va fatta perchè il nostro sistema non regge 100 società professionistiche, ma lo stiamo dicendo ormai da anni. E che noi saremo interessati in prima persona".

"La stagione terminerà il 30 giugno, stiamo pensando di anticipare gli svincoli da metà giugno a fine giugno, e di prorogare i tesseramenti eventualmente fino ad ottobre. Uno dei prossimi comunicati che faremo sarà quello che definirà in che categorie giocheranno le società. Ci stiamo già lavorando".

"Per quanto riguarda il mio pensiero personale sulla mia proposta al Consiglio, io credo che le società abbiano già patito abbastanza questa pandemia. Non so se definirlo premio, ma è stato il primo pensiero che ho avuto e, parlandone con i miei colleghi, era la soluzione che ci creava meno problemi".

"Sibilia sono due anni che insiste con la riforma, e sono convinto che stavolta si farà".

Su un'eventuale bonus in graduatoria da elargire alle società che erano in corsa nelle Coppe regionali Braiati dice: "In realtà non c'abbiamo ancora pensato, ma siamo in tempo a recuperare. Tenete conto però che la Coppa è una manifestazione a lato dei campionati, che hanno priorità. Però, in caso di ripescaggio, a parità di punteggio o di condizione, non escludo che si possa tener conto di società che erano già giunte alle semifinali. Ma per scaramanzia non ci siamo ancora mossi".

"Ipotizzo di fare più gironi con meno squadre, con un campionato che deve già specchiarsi su quello successivo. Il sistema deve tornare a quadrare, quindi immagino ci possa essere, al di là dei numeri delle società che si iscriveranno o meno, anche se i segnali sono buoni. Ci sono delle società che addirittura ci stanno già contattando per affiliarsi e la cosa mi meraviglia molto".

"Alcune situazioni future le abbiamo solo accennate, i tempi li deciderà il Coronavirus. Faremo tanti gironi formati da poche squadre. Secondo me, questa sarebbe l'occasione per riformare, nel 2021-22, i nostri campionati. Tornando al calcio italiano in generale, se non si fa la riforma adesso, non so quando mai si rifarà. Dovrà cambiare il mondo, con la speranza che il governo ci dia il semiprofessionismo. E' un sistema che non regge".

"Per quanto riguarda le giovanili adopereremo gli stessi criteri dei dilettanti. Forse un discorso lo potremo fare per gli Interprovinciali, su quello vediamo di farlo in una maniera diversa".

"Al Consiglio si è parlato limitatamente del fattore economico. Qualche problema l'ho sollevato io, ma se ne parlerà più approfonditamente alla prossima riunione (quella del 5 giugno, nda). Abbiamo parlato però di un accordo, che potrebbe essere interessante, tra la LND e gli allenatori, per tutta una serie di problemi. La stagione non è finita ufficialmente e i mister, che hanno sottoscritto un accordo, che prevede un premio annuale, va corrisposto tutto per intero. E questo accordo prevede che l'importo totale, corrisposto mensilmente, che le società, se vanno al Collegio Arbitrale, devono pagare integralmente, potranno versarlo in tre parti: una all'allenatore, una alla società e l'ultima al fondo solidarietà dell'AIAC. Si è parlato anche di corsi, della possibilità, per un ex allenatore, di poter tornare in campo".

"Abbiamo sentito il parere dei legali e, chi decide tutto è il merito sportivo, cercando di capire qual'è. Abbiamo proprio di fronte una problematica di questo genere in Serie D dove, se si prende l'ultima classifica in campionato ti dà un risultato, mentre se si guarda quella dove hanno giocato tutte ne dà un altro. Chiederemo un'interpretazione dal nostro ufficio legale di come dovrà essere valutato il merito sportivo. Per cui non verrà considerato bacino d'utenza, settore giovanile, ecc.. E' un criterio deciso dall'Uefa".

Affermazione importante quella di Braiati, nel finale di trasmissione, che non esclude a priori la possibilità che possa essere considerato buono anche il coefficiente punti, non solo nel girone D di Serie D (situazione in bilico tra Crema e Sammaurese), ma anche in tante altre situazioni a livello regionale, non solo in Emilia Romagna.



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