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Calcio

L'attesa spasmodica del Consiglio Federale

Di Mirco Mariotti 16/05/2020


L'attesa spasmodica del Consiglio Federale

 

Mentre Serie A e Serie B stanno definendo le date per ritornare in campo (se dovesse andare tutto bene, rispettivamente il 13 ed il 20 giugno, nda), con Gabriele Gravina, presidente della FIGC, che parla apertamente di una riforma che dovrà ridare sostenibilità al calcio italiano, si espone apertamente anche chi ha la gestione di Serie C e Serie D, campionati che subiranno cambiamenti importanti, soprattutto dal lato economico, con il probabile, se non ormai certo, ripristino del semiprofessionismo.

Francesco Ghirelli, presidente della Lega Pro, è intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva a pochi giorni dal Consiglio Federale: 
«Siamo per il rispetto delle regole, sapendo che il dominus della situazione è la Federcalcio. Abbiamo rispetto per tutti e ci aspettiamo che lo stesso rispetto ci sia nei nostri confronti. Il punto per noi è irrinunciabile è che il campionato non può andare avanti. Abbiamo fatto il punto della situazione con 60 medici e ci hanno detto che non ci sono le condizioni per la sicurezza sanitaria a causa di più criticità. Protocollo? Al momento attuale vale solo per la Serie A, per B e C bisogna aspettare. Noi aspettiamo ancora 5 milioni dalla Serie A derivanti dalla quota Melandri dei diritti tv, se non gioca si aprono scenari diversi».
«Al termine dell’assemblea ero emozionato perché c’era stata grande capacità di discussione e di ascolto delle diverse situazioni, non c’è una soluzione che può trovare un accordo totale se non si gioca. Il criterio della media punti che abbiamo utilizzato è stato sperimentato anche in passato, non ho pensato di provarne altri, perché a nessuno avrei tolto il dubbio che a classifica presente un criterio avrebbe favorito una squadra o un’altra. È il punto più critico che abbiamo. Per procedere abbiamo due criteri, ancorarci alle norme federali o scegliere soluzioni che creassero meno problemi possibili. Non so se abbiamo sbagliato o meno, ritengo di no, ma abbiamo scelto il combinato disposto di blocco delle retrocessioni e promozione di nove squadre dalla Serie D, bloccando i ripescaggi dai dilettanti».

Cosimo Sibilia, presidente della LND, ha rilasciato alla Gazzetta di Mantova le seguenti dichiarazioni legate al prossimo Consiglio Federale, in programma mercoledì 20 maggio, che servirà a decretare la parola fine ai campionati: 
«Il Consiglio Federale ci darà indicazioni chiare sulle modalità di conclusione della stagione. In questo modo potremo dare al movimento dilettantistico, a cominciare dalla Serie D, le risposte necessarie e tanto attese».
«Per quanto riguarda le promozioni in C delle formazioni al comando della graduatoria, la nostra posizione è stata chiara sin dall’inizio: non potrà mai esserci una soluzione che possa andare a danno delle società. La Serie D dovrà esprimere le nove vincenti».
«La Lega Dilettanti farà di tutto per i propri club. Da quando sono il presidente i bilanci sono sani e solidi, ma senza interventi importanti da parte delle istituzioni sarà impossibile fare tutto da soli. Aspettiamo il fondo per lo sport da 400 milioni, più volte annunciato dal Ministro dello Sport ma non ancora tradotto in provvedimento».



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