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Pallamano

Fernanda Marrochi, un esempio a 360°

14/11/2017


Foto realizzata da Leandro Zampieri.


Giocatrice e ragazza di grande spessore Fernanda Marrochi, classe 1988, in forza all'Handball Estense Femminile.
"Sono nata in Uruguay", le sue prime parole per questa intervista, "ho sempre giocato come terzino/centrale, ma da quando sono in Italia - più precisamente dal secondo anno - il mio ex allenatore Ernani Savini mi ha scoperto nel ruolo di pivot e da allora mi ci sono appassionata ed è diventato il mio ruolo". "Ho iniziato a praticare la pallamano nella scuola primaria", incalza Fernanda, "e successivamente sono passata nel club dove militava mio fratello". A Ferrara è già un punto di riferimento: "Questa è la mia 4^ stagione: ho fatto i primi due anni nell'Ariosto, in seguito ho seguito Massimo Poderi e le ragazze che con lui hanno deciso di formare l'Handball Estense Femminile; questo è il mio secondo anno con questa società". Ma che cosa rappresenta, per lei, questo sport? "Semplicemente la mia vita: è iniziato tutto come un divertimento.. poi con il tempo, venendo in Italia, è diventato un lavoro ma comunque è sempre stata e rimarrà sempre la mia passione più grande". Tutta la sua grandezza la si scorge da tanti aspetti: "Mi piace stare in mezzo a tanta gente. A casa - mentre studiavo Scienze Motorie - lavoravo anche per una scuola ed un club privati come insegnante di attività motoria: amo trascorrere il mio tempo con i bambini, mi diverto vederli crescere e poter trasmettere loro la mia esperienza. In campo, come nella vita, a volte non so trattenere i miei impulsi e mi faccio prendere dall'agonismo; non ho un carattere facile, ma quando tengo ad una cosa lotto fino alla fine e faccio del mio meglio per ottenere un buon risultato. Mi aspetto molto di più da me stessa, anche se non ho mai avuto paura di mettermi in gioco completamente. Mi piacerebbe - con il tempo - trovarmi una situazione lavorativa stabile a Ferrara, continuando ovviamente a collaborare con la mia squadra. Ormai nella città estense mi sono fatta una vita; ho tanta gente a cui tengo e che tiene a me, l'Italia mi piace molto e ci sono tante cose che mi hanno conquistata: la storia, la cucina, i paesaggi, etc". Inevitabile un pensiero inerente il brutto infortunio al ginocchio: "È stato un anno difficile dal punto di vista psico-fisico; essendo stato il mio primo infortunio grave ed essendo da sola (con la mia famiglia che, nonostante la distanza, mi è stata vicina), l'ho sofferto tanto.. però credo di aver imparato molto. Nel momento in cui mi è stata tolta la possibilità di giocare, mi sono resa conto di quanto tenessi a tutto questo; la riabilitazione è stata faticosissima ma bellissima e voglio ringraziare Massimo Poderi e Loredana Chiericatti che mi hanno dato un aiuto enorme (quotidianamente) a rimettermi in sesto.. senza dimenticare la clinica Fisiomed e il Dr.Rovini che mi ha fatto lavorare sodo per farmi rientrare in campo il prima possibile nelle migliori condizioni".

Enrico Ferranti. 



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