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Calcio | Dilettanti

Il CRER condanna fermamente il gesto di Luppi del Futa '65

Di Damiano Montanari (Addetto Stampa Figc/Crer) 13/11/2017


Il CRER condanna fermamente il gesto di Luppi del Futa '65

 

Dopo avere realizzato un gol nella gara Marzabotto – Futa '65, il giocatore si è presentato sotto la tribuna facendo il saluto romano e mostrando una maglia inneggiante al fascismo.
Il presidente Braiati: “Un gesto gravissimo ed inqualificabile. Abbiamo già attivato la Procura Federale”


In relazione all'inqualificabile episodio verificatosi a Marzabotto domenica 12 novembre, in occasione della partita di calcio tra Marzabotto e Futa '65, valida per il campionato di Seconda Categoria, il Comitato Regionale dell'Emilia Romagna e la Delegazione Provinciale di Bologna condannano fermamente il gesto di Eugenio Maria Luppi, giocatore del Futa '65 che, dopo avere realizzato un gol, è corso sotto la tribuna facendo il saluto romano ed esibendo successivamente una maglia nera con lo stemma della Repubblica di Salò.
A confermare la posizione di condanna del CRER è il presidente regionale Paolo Braiati: “E' con grande sdegno che siamo venuti a conoscenza del comportamento del tesserato Eugenio Maria Luppi del Futa '65. Nella giornata di oggi ci sono pervenuti sia un video che evidenzia l'inqualificabile gesto, sia una lettera della società che, dopo avere preso le distanze dal suo tesserato, lo ha sospeso con effetto immediato fino a data da destinarsi.
Immediatamente abbiamo inviato il materiale alla Procura Federale a Roma affinchè si possa attivare nel modo più efficace prendendo le misure più giuste a fronte di questo comportamento.
A nome mio, del Comitato Regionale e di tutto il movimento del calcio dilettantistico condanno senza appello un gesto che denota inciviltà e ignoranza e che ha ferito una volta di più Marzabotto, già teatro di uno scempio per sempre fissato nella storia.

Episodi di questo genere vanno isolati e puniti affinchè il calcio sia, come è sempre stato, un veicolo di valori sani e non occasione di apologia di ideologie becere che nulla hanno a che fare con questo sport”.



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I commenti dei nostri lettori:



matteo: 15 novembre 2017 alle 10:55

Nel condividere il pensiero del Presidente Braiati invito però ad una riflessione meno emotiva sul gesto del calciatore Luppi. Pur nella grave offesa che ovviamente colpisce non solo Marzabotto e il Marzabotto Calcio, resta comunque una, per quanto inqualificabile, offesa. E per quanto istruito ed educato resta il gesto sicuramente non di un bambino ma comunque di un ragazzo in una età dove le sciocchezze a volte anche premeditate sono comunque il frutto di una inconsapevolezza di base dettata anche dall'età o dalla poca maturità rispetto all'età se vogliamo. Lanciare sassi da un cavalcavia su delle auto in transito parte da una base di analoga stupidità senza riferimenti storici e politici ma che porta sicuramente ferite più tangibili di quelle subite per il gesto di Luppi. IL calcio e lo sport in generale deve sì condannare ma ricordare anche di essere un mezzo per recuperare i giovani che come Luppi si dimostrano esempi negativi per i coetanei. Ma alla condanna credo debba essere accompagnata anche la possibilità di dare al ragazzo il modo per riscattare un episodio, credo isolato, in un percorso calcistico contraddistinto da impegno e lealtà nelle sfide sportive che ha affrontato sul campo. Se, come sembra, il pentimento del ragazzo è sincero, accetterà con senso di responsabilità i provvedimenti che verranno adottati nei suoi confronti, ma spero anche che il calcio possa tendergli la mano per dimostrare una volta di più che lo sport può e deve unire e servire a diventare persone migliori.

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